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Italiani d’Eritrea
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Italiani d’Eritrea è un’iniziativa-ricerca portata avanti da un gruppo di professionisti attivi nelle scienze umane e sociali, nei diritti umani, con competenze in ambito archivistico e con sensibilità coltivate nell’ascolto e nella raccolta di testimonianze e racconti orali.

L’iniziativa è volta ad approfondire la relazione, anche coloniale, fra Italia ed Eritrea. Essa ha portato alla realizzazione di alcuni video-documentari che propongono i racconti di persone italiane ed eritree che hanno voluto incontrarci in Eritrea. Proponiamo questi racconti perché, a nostro avviso, sono significativi per quello che testimoniano dal punto di vista storico, e perché, in una visione più profonda, narrano storie di vita, anche quotidiana, dense di riflessioni e di umanità.

Il progetto è descritto visivamente in un video-documentario che introduce alla ricerca realizzata, nonché al suo contesto geografico e sociale di svolgimento: l’Eritrea con le sue genti. In esso appaiono inoltre fotografie inerenti l’Eritrea di oggi e del periodo coloniale, relative a personaggi italiani significativi o esemplificativi per quanto riguarda la storia del complesso rapporto fra Italia ed Eritrea (come Alberto Pollera, funzionario ed etnografo coloniale, nato a Lucca nel 1873, giunto in Eritrea nel 1895, e fermatosi fino alla sua morte avvenuta nel 1939). Vediamo monumenti funerari di persone italiane vissute in Eritrea, e ascoltiamo le parole di persone italiane ed eritree la cui testimonianza o storia di vita ha contribuito in modo significativo alla realizzazione di questa ricerca (una suora orsolina eritrea, una coppia mista italo-eritrea, titolare e gestrice di una caratteristica pasticceria italiana ad Asmara, lui deceduto negli anni novanta, lei testimone della presente ricerca).

Fra le altre, la foto scattata in una classe della scuola elementare italiana S. Michele, fondata nel 1913 a Segheneiti, come affermava il prof. Alfredo Calabrese, propone una sintesi fra diversi aspetti: il moderno, il coloniale, la religione civilizzante, il colonialismo, il banco vecchio e quello nuovo, l’alfabeto in tigrino.

La colonna sonora del video consiste in vecchie canzoni italiane risalenti al periodo coloniale, qui utilizzate con mera finalità di documentazione e contestualizzazione storica.