[{"content":" Minori, cibo e cultura # Il nostro sistema culturale si trova investito da fenomeni oltremodo significativi quali la globalizzazione e i movimenti migratori, cui si accompagna un visibile ridimensionamento e mutamento del ruolo della Chiesa cattolica in Italia.\nAccanto a movimenti di solidarietà, abbiamo assistito alla nascita e al consolidamento di presenze, a volte anche consistenti, seppur circoscritte a porzioni del territorio italiano, di comunità autoctone ripiegate su loro stesse alla riscoperta di antiche radici con forte valenza identitaria, che tendono ad escludere o ad assimilare pesantemente l’altro, mentre parallelamente, e ormai da diversi decenni, il nostro vivere sociale si sta caratterizzando sempre più per stili di vita orientati allo spreco e al consumo di territori, di risorse, di materiali, addirittura di persone.\nTutti questi mondi sono entrati pienamente a far parte delle nostre comunità scolastiche e determinano nuovi profili di insegnanti e di alunni.\nL’associazione Equatore Onlus si è accostata a queste complesse e delicate situazioni realizzando all’interno dell’Istituto Secondario I.I.S. “G. Perlasca” di Idro (BS), nell’anno scolastico 2005-06, il progetto “Infanzia e cultura”, costituito da una parte formativa e seminariale rivolta a studenti e alunni e una sezione cartacea costituita da una fitta schiera di “documenti” organizzati in archivi tematici.\nEssi erano dedicati al rapporto tra minori, adolescenti e culture di appartenenza e alla importantissima relazione che intercorre tra cibi e culture. Questi archivi, proprio per le modalità con cui sono stati ideati, si presentavano come sistemi aperti, con i quali docenti, alunni, personale della scuola, famiglie, territori possono dialogare e ai quali ciascuno può apportare i propri contributi.\nQuesti archivi intendevano offrire ampie indicazioni e qualche utile riflessione di carattere sociologico, antropologico, culturale, psicologico, religioso intorno alla relazione tra cibo e cultura a chi si occupa degli studenti sia nel ruolo di insegnante che in quello di “esperto”.\nIl materiale raccolto, soprattutto fotocopie di ritagli di giornali e di riviste, è stato frutto di una lunga, paziente e laboriosa prima selezione, relativamente all’enorme quantità di materiali accessibili e disponibili che abbiamo consultato e ordinato intorno ai temi in questione.\nIl materiale raccolto proveniva dai seguenti giornali e riviste: Avvenire; Bresciaoggi; Corriere della Sera; Il Giornale, Giornale di Brescia, Giornale di Lecco; Il Manifesto; La Repubblica; Il Resegone; Il Sole 24 Ore; La Stampa; L’Unità; La Voce del Popolo; Le Nouvel Afrique-Asie; Domenicale del Sole 24 Ore; Infanzia; Italia Caritas; Jeune Afrique L’Intelligent; Madre; Nigrizia; Nuova Ecologia; Orientamenti Pedagogici; Qui Sanità; Rivista del Volontariato.\n","date":"14 maggio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/progetti/cibo/","section":"Progetti","summary":"Minori, cibo e cultura # Il nostro sistema culturale si trova investito da fenomeni oltremodo significativi quali la globalizzazione e i movimenti migratori, cui si accompagna un visibile ridimensionamento e mutamento del ruolo della Chiesa cattolica in Italia.\nAccanto a movimenti di solidarietà, abbiamo assistito alla nascita e al consolidamento di presenze, a volte anche consistenti, seppur circoscritte a porzioni del territorio italiano, di comunità autoctone ripiegate su loro stesse alla riscoperta di antiche radici con forte valenza identitaria, che tendono ad escludere o ad assimilare pesantemente l’altro, mentre parallelamente, e ormai da diversi decenni, il nostro vivere sociale si sta caratterizzando sempre più per stili di vita orientati allo spreco e al consumo di territori, di risorse, di materiali, addirittura di persone.\n","title":"","type":"progetti"},{"content":" Italiani d’Eritrea # Italiani d’Eritrea è un’iniziativa-ricerca portata avanti da un gruppo di professionisti attivi nelle scienze umane e sociali, nei diritti umani, con competenze in ambito archivistico e con sensibilità coltivate nell’ascolto e nella raccolta di testimonianze e racconti orali.\nL’iniziativa è volta ad approfondire la relazione, anche coloniale, fra Italia ed Eritrea. Essa ha portato alla realizzazione di alcuni video-documentari che propongono i racconti di persone italiane ed eritree che hanno voluto incontrarci in Eritrea. Proponiamo questi racconti perché, a nostro avviso, sono significativi per quello che testimoniano dal punto di vista storico, e perché, in una visione più profonda, narrano storie di vita, anche quotidiana, dense di riflessioni e di umanità.\nIl progetto è descritto visivamente in un video-documentario che introduce alla ricerca realizzata, nonché al suo contesto geografico e sociale di svolgimento: l’Eritrea con le sue genti. In esso appaiono inoltre fotografie inerenti l’Eritrea di oggi e del periodo coloniale, relative a personaggi italiani significativi o esemplificativi per quanto riguarda la storia del complesso rapporto fra Italia ed Eritrea (come Alberto Pollera, funzionario ed etnografo coloniale, nato a Lucca nel 1873, giunto in Eritrea nel 1895, e fermatosi fino alla sua morte avvenuta nel 1939). Vediamo monumenti funerari di persone italiane vissute in Eritrea, e ascoltiamo le parole di persone italiane ed eritree la cui testimonianza o storia di vita ha contribuito in modo significativo alla realizzazione di questa ricerca (una suora orsolina eritrea, una coppia mista italo-eritrea, titolare e gestrice di una caratteristica pasticceria italiana ad Asmara, lui deceduto negli anni novanta, lei testimone della presente ricerca).\nFra le altre, la foto scattata in una classe della scuola elementare italiana S. Michele, fondata nel 1913 a Segheneiti, come affermava il prof. Alfredo Calabrese, propone una sintesi fra diversi aspetti: il moderno, il coloniale, la religione civilizzante, il colonialismo, il banco vecchio e quello nuovo, l\u0026rsquo;alfabeto in tigrino.\nLa colonna sonora del video consiste in vecchie canzoni italiane risalenti al periodo coloniale, qui utilizzate con mera finalità di documentazione e contestualizzazione storica.\n","date":"14 maggio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/progetti/eritrea/","section":"Progetti","summary":"Italiani d’Eritrea # Italiani d’Eritrea è un’iniziativa-ricerca portata avanti da un gruppo di professionisti attivi nelle scienze umane e sociali, nei diritti umani, con competenze in ambito archivistico e con sensibilità coltivate nell’ascolto e nella raccolta di testimonianze e racconti orali.\nL’iniziativa è volta ad approfondire la relazione, anche coloniale, fra Italia ed Eritrea. Essa ha portato alla realizzazione di alcuni video-documentari che propongono i racconti di persone italiane ed eritree che hanno voluto incontrarci in Eritrea. Proponiamo questi racconti perché, a nostro avviso, sono significativi per quello che testimoniano dal punto di vista storico, e perché, in una visione più profonda, narrano storie di vita, anche quotidiana, dense di riflessioni e di umanità.\n","title":"","type":"progetti"},{"content":" Progetto Nô Djunta # Il progetto Nô Djunta è stato un progetto di cooperazione internazionale psicopedagogica, giuridica e socio-sanitaria, rimasto attivo dal 2001 al 2016.\nL’obiettivo generale del progetto No Djunta era la qualificazione e/o la riqualificazione in discipline psico-pedagogiche e socio-sanitarie degli educatori di scuola materna e degli insegnanti di scuola elementare in tutto il territorio della Guinea-Bissau.\nLa società guineana presentava un alto tasso di analfabetismo, soprattutto nella popolazione femminile. Il sistema scolastico era interamente basato sul modello coloniale portoghese, mentre i sistemi educativi tradizionali sono rimasti confinati nei territori rurali.\nLa maggioranza delle famiglie rifiutava di inviare a scuola i propri figli perché i genitori e i capi-villaggio ritenevano inadeguato e fuorviante il sistema scolastico, con il fondato timore che le strategie educative “neocoloniali” proposte non solo non preparino i bambini e i giovani a integrarsi nella vita comunitaria, ma, considerata l’importanza che la scuola attribuisce ai valori occidentali, temevano a ragion veduta che i loro figli finissero per abbandonare le tradizioni antiche, le loro attività e i loro stessi villaggi nei quali sono nati e cresciuti.\nIl mito della città e delle opportunità che questa offrirebbe ha attirato, in particolare a Bissau, migliaia di adulti, ma soprattutto di adolescenti e di giovani. Questi, una volta isolati dai loro contesti originari, nella maggior parte dei casi non hanno nessuna prospettiva reale di migliorare la propria posizione nella società. Il mito di “studiare all’estero” ha impoverito ulteriormente la Guinea-Bissau di risorse intellettuali.\nLe classi politiche e di governo si sono impegnate quasi esclusivamente nel mantenimento dello status quo e nel loro autoperpetuarsi.\nIn questa realtà il Progetto Nô Djunta intendeva utilizzare questi strumenti:\nRealizzare un corso triennale di specializzazione-riqualificazione in discipline psicopedagogiche per insegnanti della scuola elementare ed educatori di scuola materna già in servizio. Realizzare un corso triennale destinato alla formazione di un gruppo di insegnanti guineani di sostegno agli alunni disabili e/o portatori di handicap. Costituire un Laboratorio Linguistico Universitario permanente per l’apprendimento e la ricerca su alcune lingue europee (italiano, francese, inglese, spagnolo e portoghese); su lingue cosiddette veicolari (es. criolo guineano); sulle lingue maggiormente diffuse in Guinea Bissau e nelle aree dei Paesi confinanti (Balanta, Beafada, Bijago, Felupe, Fula, Mandinga, Manjaco, Mancanha, Pepel). Costituire un Istituto Laboratorio Universitario di Ricerca Permanente in Pedagogia Tradizionale e Antropologia Giuridica. Realizzare un Corso di Laurea itinerante in Scienze della Formazione Primaria. Gli obiettivi specifici erano i seguenti:\nCostituire in tutto il territorio della Guinea-Bissau dei gruppi di educatori di scuola materna e di insegnanti di scuola elementare, opportunamente formati e preparati, che sappiano formare altri gruppi di educatori e di insegnanti. Preparare materiali per la formazione permanente degli operatori scolastici e fornire indicazioni per costruire strumenti di valutazione degli allievi e di autovalutazione del sistema-scuola che non si fondino esclusivamente su modelli “occidentali”. Valutare la riproducibilità del presente progetto in altri Paesi africani o in altri Paesi del mondo. Offrire al Governo della Repubblica della Guinea-Bissau elementi utili e sempre più efficaci per le sue azioni di politica scolastica. Creare un’équipe internazionale di insegnanti e di psicopedagogisti in grado di offrire supporti e consulenze anche ad altri Paesi e a organizzazioni nazionali e internazionali, a partire dall’esperienza maturata e consolidata nella redazione e nella realizzazione del presente progetto. ","date":"14 maggio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/progetti/nodjunta/","section":"Progetti","summary":"Progetto Nô Djunta # Il progetto Nô Djunta è stato un progetto di cooperazione internazionale psicopedagogica, giuridica e socio-sanitaria, rimasto attivo dal 2001 al 2016.\nL’obiettivo generale del progetto No Djunta era la qualificazione e/o la riqualificazione in discipline psico-pedagogiche e socio-sanitarie degli educatori di scuola materna e degli insegnanti di scuola elementare in tutto il territorio della Guinea-Bissau.\n","title":"","type":"progetti"},{"content":" Popoli oppressi e dimenticati # Il Progetto “Popoli oppressi e dimenticati: il diritto all’educazione e all’istruzione”, realizzato nell’anno scolastico 2003-2004 in alcuni istituti superiori delle province di Brescia, Lecco e Varese, si proponeva di far conoscere alcuni popoli che, per motivi diversi, non sono noti in Italia o che, quando lo sono, vengono conosciuti in modo distorto o attraverso pregiudizi.\nNell’anno scolastico 2003-2004 sono stati trattati i Paesi dell’area africana dei Grandi Laghi, Ruanda e Burundi, e i Balanta, popolo della Guinea Bissau. I relatori sono stati: per i Grandi Laghi il dott. Cyprien Bakara, medico chirurgo, storico e Preside della Scuola Internazionale St. Joseph di Nairobi; per i Balanta il dott. Inquenhe Natanda, laureato in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Padova, specializzato in Scienze Pedagogiche e Didattiche presso la medesima Università, docente presso l’Università di Lisbona e consulente del governo della Guinea-Bissau.\nIn questa sezione sono contenuti i materiali presentati dai relatori, opportunamente corretti, integrati e redatti per uso didattico, ma di cui sono state mantenute la logica espositiva e il linguaggio.\nCome già emerso durante il corso stesso, queste schede didattiche confermano la complessità delle cosiddette pedagogie tradizionali e dell’impatto su di esse dei sistemi pedagogici imposti dal colonialismo e rendono ragione ai tentativi attuali di armonizzare i loro diversi fondamenti e metodi che devono tenere conto della cultura, storia, geografia, religione, organizzazione sociale e politica di un Paese e dei popoli che da sempre lo abitano.\nAlle schede sono state aggiunte le indicazioni bibliografiche suggerite dagli stessi relatori.\nIl sito mette a disposizione per il download una serie di file numerati da 1 a 13 in formato Pdf contenenti i lucidi utilizzati nel corso degli incontri.\nIndice Burundi Ruanda Bibliografia su Burundi e Ruanda Presentazione della Guinea Guinea precoloniale Guinea coloniale Educazione tradizionale in Guinea Educazione coloniale in Guinea Indipendenza della Guinea L’educazione per il PAIGC Il Progetto NôDjunta Bibliografia sulla Guinea Bissau La documentazione è completata da alcune immagini, elencate di seguito.\nCarta geografica dell’Africa La regione dei Grandi Laghi Carta geografica di Rwanda e Burundi Carta geografica della Guinea Bissau I popoli della Guinea Bissau ","date":"14 maggio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/progetti/popoli/","section":"Progetti","summary":"Popoli oppressi e dimenticati # Il Progetto “Popoli oppressi e dimenticati: il diritto all’educazione e all’istruzione”, realizzato nell’anno scolastico 2003-2004 in alcuni istituti superiori delle province di Brescia, Lecco e Varese, si proponeva di far conoscere alcuni popoli che, per motivi diversi, non sono noti in Italia o che, quando lo sono, vengono conosciuti in modo distorto o attraverso pregiudizi.\n","title":"","type":"progetti"},{"content":" Alfredo Calabrese (1958-2013) è stato uno psicologo, psicoterapeuta e antropologo, promotore e fondatore delle associazioni Equatore Onlus e Orizzonte Ediesse.\nDopo la laurea in psicologia si specializza in antropologia culturale e sociale.\nIn seguito, lavora come consulente e funzionario presso la Presidenza del Consiglio della Regione Lombardia. Apre quindi il suo studio privato, lo Studio Reti Sociali, collaborando nello stesso tempo con il Consultorio familiare di Brescia come sessuologo e psicoterapeuta.\nLa sua esperienza all’estero inizia nel 1995, quando diventa coordinatore per conto dell\u0026rsquo;ONG Medicus Mundi Italia di progetti da lui stesso redatti e cogestiti con MAE (Ministero degli Affari Esteri), ACNUR (Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite) e UNICEF in favore dei rifugiati ruandesi nella città di Goma (Repubblica Democratica del Congo, ex-Zaire). Nel 1995 e 1996 vive stabilmente a Goma.\nTra il 1996 e il 1998 lavora prevalentemente in Camerun, dove si occupa della formazione del personale che presta servizio nelle strutture sanitarie gestite dall’Arcidiocesi di Yaoundé. Parallelamente svolge attività di consulenza e formazione per conto di istituti religiosi, missionari internazionali e società di vita apostolica.\nTornato in Italia, nel 1998 è docente al Corso di formazione per psicologo esperto nella valutazione e nel trattamento dei rifugiati e nella prevenzione della migrazione forzata. È inoltre responsabile scientifico, coordinatore e supervisore di diversi progetti nell’ambito del supporto alle famiglie extracomunitarie. Nel 1999 redige, tiene e supervisiona un percorso di formazione di II livello alla relazione di aiuto per operatori addetti a soggetti a grave rischio di emarginazione e di esclusione sociale.\nDal 2001 è professore a contratto di Etnoantropologia, nonché esperto della materia “Teorie e tecniche del colloquio psicologico” presso l’Università degli Studi di Padova. Lavora come consulente e supervisore a operatori e dirigenti di enti pubblici e del privato sociale operanti nel Programma Nazionale Asilo promosso da ANCI, ACNUR e Ministero dell\u0026rsquo;Interno per l’accoglienza e l’integrazione di richiedenti asilo, profughi e rifugiati del Comune e della Provincia di Lecco e del Comune di Venezia.\nFra il 2002 e il 2003 progetta e realizza con tre istituti secondari di secondo grado, nelle province di Brescia, Varese e Lecco, il Corso di Aggiornamento e Alta Formazione per docenti, operatori culturali, socio-sanitari, giuridici e del volontariato dal titolo “Popoli oppressi e dimenticati: il diritto alla parola”.\nNegli anni successivi progetta e realizza per conto e in collaborazione con ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), Unità Operativa Interculturalità e Dipartimento ASSI dell’A.S.L. di Bergamo e Provincia di Bergamo, Settore Politiche Sociali, il percorso formativo per operatori e dirigenti “Culture, diritti, persone”.\nTra il 2004 e il 2006 progetta e realizza per conto dell’Associazione “Orizzonte Ediesse”, in collaborazione con “Equatore Onlus” e il Centro Studi e Ricerche Storiche sull’Internamento, la Deportazione e la Resistenza dell’A.N.E.I (Associazione Nazionale ex-Internati – Fed. Prov. di Brescia), il progetto denominato “Faccetta Nera”, Laboratorio di Storia e di Letteratura Contemporanea sul Colonialismo italiano. Prosegue inoltre la collaborazione con la Provincia e l’ASL di Bergamo, per le quali progetta e realizza diversi percorsi formativi per operatori e dirigenti, tra i quali “Donna e migrazioni”, “Immigrazione, culture, salute”, “Coppie e famiglie miste”.\nRealizza inoltre, per conto dell’Associazione Orizzonte Ediesse, in collaborazione con Equatore Onlus, il progetto “Infanzia, cibo e culture”, presso l’Istituto di istruzione superiore “G. Perlasca” di Idro (BS).\nAlfredo Calabrese è deceduto improvvisamente all’inizio del 2013, all’età di 54 anni.\n","date":"14 maggio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/calabrese/","section":"Home","summary":" Alfredo Calabrese (1958-2013) è stato uno psicologo, psicoterapeuta e antropologo, promotore e fondatore delle associazioni Equatore Onlus e Orizzonte Ediesse.\nDopo la laurea in psicologia si specializza in antropologia culturale e sociale.\nIn seguito, lavora come consulente e funzionario presso la Presidenza del Consiglio della Regione Lombardia. Apre quindi il suo studio privato, lo Studio Reti Sociali, collaborando nello stesso tempo con il Consultorio familiare di Brescia come sessuologo e psicoterapeuta.\n","title":"Alfredo Calabrese","type":"page"},{"content":"Per richiedere qualunque informazione scrivere a equatoreonlus at yahoo punto com.\n","date":"14 maggio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/contatti/","section":"Home","summary":"Per richiedere qualunque informazione scrivere a equatoreonlus at yahoo punto com.\n","title":"Contatti","type":"page"},{"content":" Associazione Equatore Onlus Associazione Orizzonte Ediesse # Questo sito ripercorre la storia delle associazioni Equatore Onlus e Orizzonte Ediesse, attive a Brescia e in Lombardia dal 2004 fino al loro scioglimento, avvenuto nel 2016.\nPer saperne di più navigate il sito usando il menu in alto.\n","date":"14 maggio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/","section":"Home","summary":" Associazione Equatore Onlus Associazione Orizzonte Ediesse # Questo sito ripercorre la storia delle associazioni Equatore Onlus e Orizzonte Ediesse, attive a Brescia e in Lombardia dal 2004 fino al loro scioglimento, avvenuto nel 2016.\nPer saperne di più navigate il sito usando il menu in alto.\n","title":"Home","type":"page"},{"content":" Nô Djunta # Nô Djunta significa “Mettiamoci insieme” nella lingua creola parlata in Guinea-Bissau, paese di provenienza del dr. Inquenhe Natanda, ideatore del progetto. Per maggiori informazioni sul progetto consultate la pagina dedicata.\nPopoli oppressi e dimenticati # Si tratta di un progetto realizzato tra il 2003 e il 2006 con lo scopo di far conoscere agli studenti di alcune scuole secondarie, che avevano aderito all’iniziativa, la cultura e le tradizioni di popoli a noi sconosciuti. La pagina del progetto contiene altre informazioni.\nItaliani d’Eritrea # Il progetto “Italiani d’Eritrea” si proponeva di studiare il rapporto anche coloniale oltre che umano fra italiani ed eritrei. Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina dedicata al progetto.\nMinori, cibo e cultura # Il progetto è stato realizzato tra il 2005 e il 2006 presso l’Istituto secondario “G. Perlasca” di Idro (BS) con lo scopo di approfondire l’importanza del cibo all’interno di una cultura, soprattutto quando questa deve convivere con un’altra cultura predominante, che tende a imporsi su quella di appartenenza.\n","date":"14 maggio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/progetti/","section":"Progetti","summary":"Nô Djunta # Nô Djunta significa “Mettiamoci insieme” nella lingua creola parlata in Guinea-Bissau, paese di provenienza del dr. Inquenhe Natanda, ideatore del progetto. Per maggiori informazioni sul progetto consultate la pagina dedicata.\nPopoli oppressi e dimenticati # Si tratta di un progetto realizzato tra il 2003 e il 2006 con lo scopo di far conoscere agli studenti di alcune scuole secondarie, che avevano aderito all’iniziativa, la cultura e le tradizioni di popoli a noi sconosciuti. La pagina del progetto contiene altre informazioni.\n","title":"Progetti","type":"progetti"},{"content":"Equatore Onlus e Orizzonte Ediesse sono state associazioni apartitiche e aconfessionali senza scopo di lucro, fondate nel 2004 a Brescia su iniziativa del dr. Alfredo Calabrese con finalità esclusive di solidarietà sociale. Hanno svolto le proprie attività nell’ambito della formazione, anche professionale, della beneficenza, della cooperazione pedagogica e sanitaria, della tutela dei diritti civili e dell’ambiente.\nTra i soci vi erano esperti professionisti qualificati in scienze umane e sociali, tecnologiche, economiche, sanitarie e ingegneristiche. In Italia e all’estero, soprattutto in alcuni paesi africani, Equatore e Orizzonte hanno promosso e salvaguardato la cultura italiana, dando voce contemporaneamente alle tradizioni, alle persone e ai popoli che hanno incontrato e con i quali hanno collaborato.\nLe associazioni avevano scopi e obiettivi tra loro diversi, individuabili già nei loro loghi.\nNella prima versione del logo, che si può vedere qui a lato e che riguardava solo l’Associazione Equatore Onlus, la linea dell’Equatore taglia il planisfero molto più in alto di quanto sia nella realtà. Questa scelta grafica mostra visivamente come il sud del mondo diventi prevalente sul nord negli obiettivi dell’Associazione.\nNella versione successiva, elaborata in occasione di un rinnovamento del sito, il logo è diventato orizzontale e anche Orizzonte ha trovato il suo spazio. È quello che si può vedere nella parte alta in ogni pagina di questa terza versione del sito.\nIl logo di Equatore raffigura una bussola con l’ago che indica il sud. L’ambito di attività era quindi il sud del mondo, in cui Equatore si è fatta promotrice e sostenitrice di diversi progetti, sempre volti allo sviluppo nel suo senso più ampio: non solo economico, ma anche, e soprattutto, educativo, pedagogico, sociale e culturale.\nL’acronimo EDS, da cui Orizzonte Ediesse ha preso il nome, significa “Educazione, diritti, salute”. L’enfasi è quindi sull’individuo e sui suoi diritti, sulla formazione, sulla cultura. Il logo di Orizzonte rappresenta una lente puntata sulla persona, a indicare l’indagine attenta e scrupolosa. Orizzonte era un’associazione di promozione sociale che svolgeva la propria azione a favore di persone e comunità svantaggiate, sia in Italia che all\u0026rsquo;estero.\nLe due associazioni operavano in modo coordinato, ciascuna nel proprio ambito di competenza. Lo si può vedere graficamente nel legame tra i due loghi, che diventano due pezzi di un puzzle, ciascuno diverso dall’altro ma uniti e coordinati a formare un insieme.\nEquatore e Orizzonte sono state formalmente sciolte nel 2016, ma le attività si erano già molto ridotte a partire dal 2013, dopo la scomparsa improvvisa del dr. Calabrese.\nQuesto sito vuole essere un segno permanente di quello che Equatore e Orizzonte hanno cercato di fare. La pagina Progetti elenca e descrive i principali progetti in cui le associazioni si sono impegnate. Documenti contiene invece parte del materiale prodotto dai soci nel corso degli anni.\nPer chi fosse interessato, è ancora possibile visitare la prima e la seconda versione del sito.\n","date":"14 maggio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/storia/","section":"Home","summary":"Equatore Onlus e Orizzonte Ediesse sono state associazioni apartitiche e aconfessionali senza scopo di lucro, fondate nel 2004 a Brescia su iniziativa del dr. Alfredo Calabrese con finalità esclusive di solidarietà sociale. Hanno svolto le proprie attività nell’ambito della formazione, anche professionale, della beneficenza, della cooperazione pedagogica e sanitaria, della tutela dei diritti civili e dell’ambiente.\nTra i soci vi erano esperti professionisti qualificati in scienze umane e sociali, tecnologiche, economiche, sanitarie e ingegneristiche. In Italia e all’estero, soprattutto in alcuni paesi africani, Equatore e Orizzonte hanno promosso e salvaguardato la cultura italiana, dando voce contemporaneamente alle tradizioni, alle persone e ai popoli che hanno incontrato e con i quali hanno collaborato.\n","title":"Storia","type":"page"},{"content":"","externalUrl":null,"permalink":"/categories/","section":"Categories","summary":"","title":"Categories","type":"categories"},{"content":" Statuto di Equatore # A questa pagina è possibile leggere lo Statuto dell’Associazione Equatore Onlus.\nScritti di Alfredo Calabrese # Alfredo Calabrese, psicologo, psicoterapeuta e antropologo, è stato l’ideatore e fondatore delle associazioni Equatore e Orizzonte. In questo spazio rendiamo disponibili due testi scritti da lui, Lo straniero e Psicologia e formazione alla vita cristiana.\n","externalUrl":null,"permalink":"/documenti/","section":"Documenti","summary":"Statuto di Equatore # A questa pagina è possibile leggere lo Statuto dell’Associazione Equatore Onlus.\nScritti di Alfredo Calabrese # Alfredo Calabrese, psicologo, psicoterapeuta e antropologo, è stato l’ideatore e fondatore delle associazioni Equatore e Orizzonte. In questo spazio rendiamo disponibili due testi scritti da lui, Lo straniero e Psicologia e formazione alla vita cristiana.\n","title":"Documenti","type":"documenti"},{"content":" Statuto # Art. 1 # Ai sensi degli artt. 36-37-38 del Codice Civile e del D. Lgs. /97 e successivi, è costituita con sede in Brescia, via Privata De Vitalis n. 11, un’Associazione denominata Equatore - ONLUS.\nIn qualsivoglia logo, simbolo distintivo sarà sempre indicato l’acronimo Onlus.\nLa sede può essere trasferita su deliberazione dell’assemblea dei soci.\nArt. 2 # L’Associazione ha una durata illimitata.\nArt. 3 - Finalità e attività istituzionali # L’Associazione non persegue fini di lucro, è apartitica e aconfessionale, si ispira ai principi sui Diritti dell’Uomo sanciti dalle Nazioni Unite, alle Convenzioni CEE - ACP, alla legge italiana per la Cooperazione allo sviluppo del 26.02.1987 n. 49, alla Carta dei Diritti del Bambino, alla Costituzione italiana, alle Costituzioni e alle leggi dei Paesi stranieri in cui opera.\nL’Associazione ha esclusiva finalità di solidarietà sociale svolgendo la propria attività nell’ambito della beneficenza, formazione, tutela dei diritti civili a favore di persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari e a favore di componenti collettività estere, limitatamente agli aiuti umanitari.\nArt. 4 - Principi ispiratori # L’Associazione favorisce la convivenza armonica, la conoscenza, lo scambio e l’integrazione fra “tradizione” e “modernità” di persone, associazioni, popoli, culture e istituzioni.\nL’Associazione promuove riflessioni, studi, elabora in proprio, con altri o per conto terzi progetti locali, regionali, nazionali e/o di cooperazione internazionale allo sviluppo; favorisce l’incontro e la collaborazione tra istituzioni, individui e comunità che sappiano realmente ricercare e perseguire il benessere integrale delle persone e delle società, aumentando la capacità critica di attori e fruitori e sapendo costruire strategie attente alle istanze della “modernità”, ma a partire dalla conoscenza, dal rispetto, dalla valorizzazione e dal coinvolgimento delle persone e dei sistemi culturali ed ambientali cui esse appartengono.\nL’Associazione si avvale di strumenti, metodi e risultati messi a disposizione dai saperi offerti dalle scienze umane, sociali, religiose e dalle conoscenze informali, patrimoni millenari ma sempre dinamici, delle comunità locali, secondo la metodologia dell’approccio partecipativo in una stretta, sincera e dialettica collaborazione tra persone, istituzioni e società civili.\nL’Associazione per il proprio pensare è aperta a diversi settori di intervento; eroga servizi (consulenze e attività preventive, terapeutiche o altro) inerenti i settori delle proprie attività e costituisce agenzie formative riconosciute e/o accreditate in ambito nazionale e internazionale.\nSi rivolge prevalentemente a persone svantaggiate, ma anche a docenti, volontari, operatori e a chiunque presti la propria opera a diverso titolo a favore delle medesime persone svantaggiate all’interno dell’Associazione medesima. Promuove la realizzazione di un sistema di comunicazione fondato sulle moderne tecnologie informatiche e telematiche per facilitare la messa in rete di operatori culturali, ambientali, socio-sanitari, socio-educativi, socio-assistenziali, educativi, del mondo dell’handicap, scolastici, giuridici, artistici e artigianali, turistici, sportivi.\nValorizza e promuove esperienze di scambi tra gruppi o enti od operatori nei settori indicati come aree di intervento privilegiate, seppure non esclusive dell’Associazione.\nArt. 5 - Attività nel settore della beneficenza # L’Associazione reperisce fondi, materiali, libri, e quanto emerge come necessario nei singoli casi all’attenzione e li destina a progetti individuati; organizza per conto proprio o per conto di terzi interventi umanitari in Italia e all’estero.\nI soggetti destinatari sono individuati all’art. 8 e fra operatori, volontari, enti ed istituzioni e chiunque a vario titolo operi a favore dei medesimi soggetti svantaggiati.\nL’Associazione attraverso contatti, attuali e/o da attivare, locali, nazionali ed internazionali individua i progetti, le realtà, le località, i gruppi e le singole persone da sostenere, organizza l’opera di beneficenza necessaria e predispone gli invii.\nL’Associazione per realizzare le sue finalità promuove iniziative di cooperazione allo sviluppo, prevalentemente a partecipazione popolare, accordi e convenzioni con Governi e l’accreditamento come Associazione operante nei Paesi all’attenzione.\nL’opera di beneficenza può esprimersi oltre che nell’aiuto materiale più urgente anche nel sostegno per un miglioramento delle condizioni di vita in modo da raggiungere degli standard ritenuti sufficienti secondo gli studi statistici occidentali. In questo senso l’Associazione si attiva nel:\nPromuovere, favorire e realizzare scambi internazionali di studenti tra il Nord e il Sud del mondo; Finanziare o appoggiare la richiesta di borse di studio per persone in difficoltà economiche e/o socio-politiche sui temi inerenti gli scopi sociali e i settori di intervento dell’Associazione; Svolgere attività di cooperazione nazionale ed internazionale nel settore sanitario, socio-sanitario, socio-educativo e socio-assistenziale; Rafforzare i legami tra culture, persone, comunità locali e istituzioni in Italia e nei paesi in via di sviluppo, anche attraverso il contributo e la valorizzazione di cittadini di quei Paesi presenti in Italia o che hanno soggiornato per diverse ragioni sul nostro territorio e/o di istituzioni e cittadini italiani che operano o che hanno operato e/o soggiornato in quei Paesi secondo finalità simili alla Associazione; Favorire nuove forme di cooperazione internazionale tra Paesi industrializzati e Paesi poveri e tra questi ultimi. Art. 6 - Attività nel settore della formazione # L’Associazione svolge attività nel settore della formazione a favore dei soggetti svantaggiati individuati all’art. 8 e di operatori, volontari, enti ed istituzioni e chiunque a vario titolo operi a favore dei medesimi soggetti svantaggiati.\nL’Associazione realizza momenti formativi rivolti a soggetti svantaggiati nel mondo scolastico e degli adulti volti ad abbattere i pregiudizi e per costruire una cultura dell’accoglienza.\nPer il suo modo di pensare l’Associazione organizza corsi, attività formative, supervisioni e sostegni personalizzati rivolti ai soggetti svantaggiati in modo che possano ricevere un’adeguata istruzione.1\nPer il perseguimento delle proprie finalità l’Associazione si attiva per:\nPromuovere le arti e le tradizioni artigianali, il turismo e lo sport come occasione di amicizia tra le genti, di inserimento sociale rivolto esclusivamente a persone disabili e a soggetti svantaggiati da punto di vista economico, sociale e sotto vari aspetti, di solidarietà e di conoscenza tra popoli, culture e persone, anche all’interno di percorsi formativi e/o informativi; Valorizzare le discipline sociali e quelle umanistiche quali a titolo esemplificativo la storia, la geografia e la letteratura rivolte ai soggetti di cui al punto a; Attivarsi per ottenere accreditamenti dai competenti Ministeri e dai Paesi in cui opera quale fornitore di attività formative rivolte ai soggetti di cui all’art. 8. L’Associazione può inoltre consociarsi ad altre associazioni, reti, federazioni ed enti pubblici e privati quando ciò sia utile alla realizzazione degli scopi sociali.\nArt. 7 - Attività nel settore dei diritti civili # L’Associazione svolge la propria attività nel settore dei diritti civili, individuali e collettivi, dei diritti umani e dei nuovi diritti.\nL’Associazione svolge la propria attività fornendo sostegno legale concreto a soggetti svantaggiati individuati all’art. 8 e a tutte le persone, operatori, enti ed istituzioni che a diverso titolo intervengono a favore dei medesimi soggetti svantaggiati.\nL’Associazione nell’ambito della tutela dei diritti civili si attiva per:\nPromuovere diritti e opportunità per l’infanzia; Promuovere, anche attraverso relazioni a livello locale, nazionale ed internazionale, iniziative a sostegno dell’affermazione dei diritti umani, civili, individuali e collettivi e dei nuovi diritti riconosciuti dalle Nazioni Unite; Promuovere la multietnicità e la pluriculturalità nelle comunità locali e l’interscambio paritario tra culture diverse; Svolgere attività di prevenzione al disagio nel mondo dell’immigrazione; favorire l’inserimento degli stranieri in tutte le fasi della vita; impegnarsi concretamente affinché© vengano riconosciuti anche in Italia i titoli di studio ottenuti nei loro Paesi d’origine o in altri Paesi e l’esperienza professionale precedentemente svolta; promuovere i diritti di cittadinanza; ottenere che vengano adeguatamente e dignitosamente inseriti nel mondo del lavoro; studiare gli aspetti antropologico-culturali, sanitari, sociali e giuridici connessi all’immigrazione; favorire e sostenere immigrati che intendono rientrare definitivamente nei propri Paesi d’origine con progetti di promozione sociale negli ambiti di intervento dell’Associazione; Realizzare attività di ascolto, sostegno e consulenza per immigrati e le loro famiglie; per italiani con legami istituzionali e/o di fatto con cittadini stranieri; per cittadini italiani residenti all’estero che si trovano in condizioni di disagio; Svolgere attività di traduzione, interpretariato, mediazione linguistica, socio-culturale, scolastica, etnoclinica, giuridica ed organizzare percorsi di formazione professionale e di approfondimento rivolti ad operatori e formatori dell’Associazione e che agiscono e agiranno a favore dei soggetti svantaggiati di cui all’art. 8; Favorire e sostenere gli immigrati in Italia che intendono rientrare definitivamente nei loro Paesi d’origine tramite progetti da realizzare nelle Scienze Umane, Sociali e Religiose; Promuovere la salute, il rispetto delle persone e delle loro culture, la tutela dei diritti umani; Collaborare con comunità , enti e istituzioni che si occupano di accogliere, proteggere e tutelare in qualsiasi modo e forma i profughi e gli sfollati, i richiedenti asilo, i rifugiati, i minori stranieri non accompagnati, gli stranieri con permesso umanitario, le vittime di torture e di violenze; Occuparsi delle tematiche e problematiche della detenzione in carcere, promuovendo anche attività di volontariato, offrendo ai detenuti e ai loro familiari assistenza tecnico-legale, indicazioni per un sostegno psicologico e un supporto logistico; Favorire la collaborazione con istituti, associazioni, fondazioni e simili che mirano a modificare i meccanismi che producono discriminazioni, persecuzioni, povertà ed emarginazione di fasce sempre più vaste della popolazione in Italia e all’estero ed infine impegnarsi a far conoscere con ogni mezzo possibile iniziative innovative nei settori della cultura, diritto, salute, ambiente ed ecologia, educazione, istruzione, arti e tradizioni artigianali, turismo e sport, che rispondano alle finalità esposte nell’Art. 3; Sostenere e promuovere in Italia e all’estero, direttamente o indirettamente, ogni iniziativa la cui finalità risponda ai bisogni delle minoranze oppresse e dimenticate e facilitare la loro partecipazione alle decisioni e alla loro organizzazione. Art. 8 - Soggetti svantaggiati destinatari dell’intervento dell’Associazione # L’Associazione nell’ambito delle sue attività e secondo le sue finalità si rivolge a:\nminori non accompagnati, istituzionalizzati, vittime della mafia e dell’usura, minori lavoratori e/o vittime di sfruttamento e/o abuso, a rischio di coinvolgimento in attività criminose, a rischio di dipendenza da sostanze; minori in gravi difficoltà comunicative e relazionali, anche in ambito scolastico; minori rifugiati, rifugiati umanitari, richiedenti asilo politico; minori rom; minori immigrati da regioni italiane e da paesi extracomunitari, apolidi, vittime di torture, di eventi bellici, di traumi psichici, di persecuzione e/o discriminazione in ordine alla razza, religione, nazionalità, appartenenza a determinati gruppi sociali, alle opinioni politiche; minori stranieri; minori stranieri non accompagnati; minori soggetti a provvedimenti penali, civili, amministrativi; minori ospedalizzati italiani e stranieri; richiedenti asilo politico; rifugiati; rifugiati umanitari; profughi; adulti vittime di persecuzione e/o discriminazione a seguito di eventi bellici, e in merito alla razza, religione, nazionalità, gruppo sociale, opinioni politiche, adulti vittime di traumi psichici, persecuzioni, torture; soggetti apolidi; ragazze e donne sole, a grave rischio di emarginazione e di esclusione sociale; persone colpite da provvedimenti restrittivi della libertà personale; detenuti, sia italiani che stranieri, e loro familiari; ex-detenuti e loro familiari; famiglie con presenza di malati psichici e/o anziani con gravi problemi neurologici e/o disturbi psichiatrici; famiglie rom; persone in difficoltà economica, socio-politica; minoranze etniche; persone e/o gruppi residenti nei Paesi in via di sviluppo; operatori sociali ed economici ed associazioni di produttori di diversi paesi, con particolare attenzione al Sud del mondo, in particolare ai Paesi considerati oggettivamente più poveri, con l’intento di avviare iniziative di interscambio economico e sociale e collaborare con chiunque operi per avviare attività economiche senza finalità speculative a favore di settori popolari (piccoli produttori, artigiani, coltivatori, commercianti) al fine di valorizzare le risorse e generare reddito per le popolazioni locali, anche promovendo piccole imprese e laboratori artigianali, mediante iniziative formative e di sostegno organizzativo, economico, amministrativo, alla piccola impresa; i malati in quanto portatori di diritti secondo le convenzioni e normative nazionali ed internazionali; soggetti portatori di handicap e disabilità; disoccupati e sottoccupati. Art. 9 - Attività connesse e accessorie # L’Associazione non potrà svolgere attività diverse da quelle sovraesposte, ad esclusione di quelle direttamente connesse e di quelle accessorie per natura a quelle statutarie istituzionali, in quanto integrative delle stesse. Fra le attività connesse si prevede di:\nSvolgere a favore sia delle persone svantaggiate di cui all’art. 8, sia di quelle che operano, nell’ambito dell’Associazione, nel loro interesse, attività di consulenza, collaborazione, formazione su tematiche socio-culturali ed etno-antropologiche; offrire ad associazioni ed Enti pubblici, privati, nazionali ed internazionali, con fini simili, strumenti e indicazioni per un intervento diagnostico e riabilitativo e di integrazione più equilibrato, maggiormente rispettoso e adeguato alle tradizioni culturali, tenendo conto delle conoscenze acquisite sull’incidenza delle componenti socio-culturali e dell’interpretazione data al fenomeno \"handicap\" psicofisico dalle singole culture; Individuare, raccogliere, catalogare, organizzare, gestire e mettere a disposizione delle persone svantaggiate, del pubblico, degli studenti, degli studiosi, dei ricercatori, dei docenti e di chiunque fosse interessato italiano e straniero archivi stampa, archivi, patrimoni bibliotecari, manoscritti, documenti editi ed inediti e qualunque altro materiale in qualsiasi forma e tipologia attinente agli scopi sociali; Elaborare, pubblicare e diffondere in Italia e all’estero opuscoli informativi, libri, riviste, periodici, manifesti e ogni altro materiale stampato, audiovisivo, elettronico e informatico pertinente alle finalità associative; Curare la raccolta di materiale documentario, bibliografico e scientifico utile agli operatori in Italia e all’estero nei settori relativi alle attività in cui l’Associazione è impegnata; Realizzare, pubblicare e diffondere direttamente o in convenzione libri, filmati, materiale multimediale; Acquisire, gestire, produrre pubblicità , nonché approntare, produrre e vendere stampati, periodici, anche on-line, materiale didattico, fotografico, audiovisivo, filmati o qualsiasi altro materiale attinente agli scopi sociali; Fra le attività accessorie si prevedono:\nOrganizzare in Italia e all’estero direttamente o in convenzione con altri enti aventi scopi similari la creazione e la gestione di spazi multifunzionali per la realizzazione di eventi culturali, quali spettacoli musicali, teatrali, cinematografici, sportivi, presentazione di pubblicazioni, mostre e ogni atto divulgativo; Svolgere attività commerciali marginali in funzione della realizzazione del fine istituzionale e senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato; Creare, organizzare e gestire esercizi pubblici per reperire fondi per la realizzazione dei fini istituzionali. Realizzare studi, sperimentazioni culturali, pedagogico-didattiche e formative nei settori della giustizia, cultura, salute, ambiente ed ecologia, educazione e istruzione a favore di cittadini italiani e stranieri; Promuovere ed organizzare direttamente o con altri viaggi di studio, campi di lavoro, stages formativi, congressi, convegni, seminari, corsi di aggiornamento e di alta formazione rivolta essenzialmente a persone disabili che hanno acquisito una scolarizzazione medio-alta e a soggetti svantaggiati dal punto di vista economico, sociale e sotto vari aspetti; Promuovere ogni iniziativa atta a conseguire il riconoscimento dell’Associazione in ambito locale, nazionale e internazionale in ragione delle normative vigenti e di quelle emanate in conformità alle direttive CEE e UE. g. Promuovere ogni altra iniziativa utile al conseguimento dei fini indicati. Art. 10 - Patrimonio e bilancio # Il patrimonio dell’Associazione, unitario ed inscindibile, è costituito dalle quote associative, dai legati, dalle donazioni, da contributi pubblici o privati nazionali e internazionali, da sponsorizzazioni, da eventuali contributi straordinari, da elargizioni di associati benemeriti o terzi, dai residui di attività delle gestioni precedenti e da ogni altra entrata non prevista dal presente elenco.\nÈ fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitali durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano previste dalle leggi vigenti.\nGli eventuali utili o avanzi di gestione saranno obbligatoriamente impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e quelle direttamente connesse, secondo i deliberati degli organi competenti.\nArt. 11 - Articolazioni periferiche # Il Consiglio di Amministrazione, in conformità con gli scopi dell’Associazione, può deliberare la costituzione di sezioni locali e di sezioni nazionali in altri Paesi, delegando uno o più soci a rappresentare disgiuntamente e congiuntamente l’Associazione limitatamente all’ambito territoriale di ciascuna sezione per tutta l’attività di ordinaria amministrazione, ivi compresi, a titolo esemplificativo, proposizione e gestione di progetti di ricerca, formazione e cooperazione, richieste di contributi o finanziamenti, domande di riconoscimento, iscrizioni ad albi o registri, convenzioni con soggetti pubblici o privati, organizzazione di seminari, dibattiti o partecipazione a questi.\nResta in ogni caso salvo l’obbligo dei delegati di sezione di fornire al Consiglio di Amministrazione, ovvero in caso di urgenza a tutti i suoi componenti, tempestiva e costante informazione preventiva sulle attività da intraprendere e su quelle svolte. La delega può essere revocata in qualsiasi momento a giudizio del Consiglio di Amministrazione, che ne riferisce all’Assemblea dei Soci.\nArt. 12 - Commissioni, Gruppi di interesse ed altri Organismi # L’Associazione, per particolari esigenze di funzionalità, può operare attraverso la costituzione di filiali, sedi succursali o parallele in Italia o all’estero, può creare sezioni tematiche e territoriali, dipartimenti di ricerca nelle Scienze Umane, Sociali e Religiose, può organizzare specifiche agenzie formative, commissioni, comitati tecnico-scientifici, gruppi di interesse e altri organismi ritenuti funzionali alla realizzazione degli scopi sociali. In questo caso sono demandate al Consiglio di Amministrazione la redazione di eventuali regolamenti, la nomina dei direttori, coordinatori o quant’altro necessario.\nArt. 13 - Soci # Il numero dei soci è illimitato. Sono associati coloro che risultano iscritti nell’apposito libro dei soci, tenuto a cura del Consiglio di Amministrazione. L’adesione all’Associazione è libera. Le richieste di iscrizione vanno indirizzate, su un modulo appositamente predisposto, recante anche la dichiarazione di condividere le finalità dell’Associazione e l’impegno ad osservare lo statuto, al Consiglio di Amministrazione, che deciderà l’ammissione in qualsiasi categoria di socio a suo insindacabile giudizio e senza obbligo di motivazione nel caso di non accoglimento della domanda.\nIl Consiglio di Amministrazione deve provvedere in ordine alle domande di ammissione entro sessanta giorni dal loro ricevimento; in assenza di un provvedimento di accoglimento della domanda entro il termine prescelto, si intende che essa è stata respinta.\nArt. 14 - Tipologia dei soci # L\u0026#8217;Associazione \u0026#232; composta da:\nSoci fondatori, italiani e stranieri, identificati nelle persone che hanno costituito l\u0026#8217;Associazione e che sono firmatari del presente atto. Soci ordinari, italiani e stranieri, identificati nelle persone che, fattane richiesta, siano accettate dal Consiglio di Amministrazione a maggioranza.\nIn particolare possono farne parte: le persone che hanno partecipato alle attivit\u0026#224; dell\u0026#8217;Associazione; possono essere individuali e/o collettivi, italiani e stranieri; rientrano in questa categoria dipartimenti, istituti, laboratori, archivi, musei e altri istituti di ricerca, nonch\u0026#233; fondazioni, societ\u0026#224; scientifiche, associazioni specialistiche ed altre istituzioni; istituti, associazioni, societ\u0026#224; , cooperative, studi professionali che svolgono in campo socio-culturale, scientifico e umanitario un\u0026#8217;attivit\u0026#224; qualificata da interessi comuni a quelli dell\u0026#8217;Associazione; studenti italiani e stranieri che frequentano corsi di laurea di base o specialistica in Italia o all\u0026#8217;estero, corsi di dottorato, corsi di perfezionamento, specializzazione, master di 1\u0026#161; e 2\u0026#161; livello, cui vanno aggiunti i borsisti in materie culturali, ambientali, sanitarie, sociali, giuridiche e religiose. Soci sostenitori, identificati in coloro che abbiano versato oltre alla quota sociale annuale un contributo soggettivo straordinario all\u0026#8217;Associazione. Ai soci ordinari collettivi spetta un voto unico, espresso dal loro rappresentante. Soci onorari, identificati nelle persone fisiche o negli Enti italiani e stranieri che operando in campi omologhi o simili rispetto ai fini dell\u0026#8217;Associazione meritino tale riconoscimento per l\u0026#8217;attivit\u0026#224; compiuta e/o i risultati conseguiti. I soci fondatori, ordinari e sostenitori possono essere individuali e/o collettivi. A tutti i soci fondatori, ordinari e/o sostenitori individuali e/o collettivi spetta un voto unico, espresso dal loro rappresentante.\nLa qualità di associato deve risultare da apposito registro tenuto a cura del Consiglio di Amministrazione.\nLa partecipazione all’Associazione non può essere temporanea.\nHanno diritto di voto tutti i soci fondatori, i soci ordinari e sostenitori individuali e/o collettivi in regola con il versamento delle quote sociali annuali, stabilite dal Consiglio di Amministrazione.\nArt. 15 # La qualità di socio si perde:\nper dimissioni; per cessazione della partecipazione alla vita associativa, negligenza nell’esecuzione dei compiti affidati o mancato pagamento delle quote associative per due anni consecutivi senza giustificato motivo; per aver arrecato danni morali e materiali all’Associazione; per esclusione disposta dal Consiglio; per morte. L’apertura di qualsiasi procedimento per i casi contemplati deve essere comunicato all’interessato con lettera raccomandata. La riammissione può essere richiesta solo dopo che siano venute a cessare le cause che l’hanno determinata. Le quote versate non sono in alcun modo ripetibili, né in caso di scioglimento dell’Associazione, né sono trasferibili ad alcun titolo.\nI soci espulsi o sospesi per morosità potranno, dietro domanda, essere riammessi pagando una nuova quota di iscrizione.\nLa sospensione e le radiazioni sono decise dal Consiglio di Amministrazione a maggioranza dei suoi membri e sono immediatamente esecutive.\nAvverso tali decisioni i soci possono ricorrere al Collegio dei Probiviri.\nArt. 16 - Organi dell’Associazione # Gli organi dell’Associazione sono:\nAssemblea Consiglio di Amministrazione Presidente del Consiglio di Amministrazione Primo Vice-Presidente e Secondo Vice-Presidente del Consiglio di Amministrazione Collegio dei Probiviri Organo di controllo Comitato Tecnico-Scientifico. Art. 17 - Assemblea # L’Assemblea è composta da tutti gli aderenti all’Associazione ed è l’organo sovrano dell’Associazione stessa.\nL’assemblea si riunisce almeno una volta all’anno.\nL’assemblea viene convocata dal presidente di propria iniziativa o per decisione del Consiglio di Amministrazione o a richiesta di almeno un terzo dei soci con diritto di voto. L’assemblea è convocata mediante avviso, contenente l’indicazione del giorno, del luogo e dell’ora della riunione e l’elenco delle materie da trattare. L’avviso dovrà essere affisso presso la sede dell’Associazione e dovrà essere spedito agli associati a mezzo fax o messaggio di posta elettronica o lettera almeno dieci giorni prima della data fissata per l’adunanza. L’assemblea si riunisce presso la sede sociale o in altro luogo indicato nella sede di convocazione. L’assemblea è presieduta dal presidente del Consiglio di Amministrazione o, in caso di sua assenza o impedimento, da altro membro designato dagli intervenuti. Il presidente designa di volta in volta un segretario, anche estraneo all’Associazione, che lo assiste. Delle deliberazioni dell’assemblea viene redatto verbale su apposito libro, sottoscritto dal presidente e dal segretario. Nell’assemblea hanno diritto di voto tutti i soci in regola con il pagamento delle quote sociali.\nArt. 18 # L’assemblea in prima convocazione è regolarmente costituita con l’intervento della maggioranza dei soci aventi diritto di voto. Trascorsa un’ora da quella indicata per la prima convocazione, l’adunanza si intende di seconda convocazione ed è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci aventi diritto di voto intervenuti. L’assemblea, tanto in prima che in seconda convocazione, delibera a maggioranza assoluta dei voti spettanti ai soci intervenuti. L’assemblea può svolgersi anche con gli intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video collegati (o anche solo audio collegati), a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento dei soci. In tal caso, è necessario che:\nsia consentito al presidente dell’assemblea, anche a mezzo del proprio ufficio di presidenza, di accertare inequivocabilmente l’identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell’adunanza, constatare e proclamare i risultati della votazione; sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi assembleari oggetto di verbalizzazione; sia consentito agli intervenuti di partecipare in tempo reale alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno; ove non si tratti di assemblea totalitaria, vengano indicati nell’avviso di convocazione i luoghi audio/video collegati a cura della associazione, nei quali gli intervenuti possano affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove siano presenti il presidente e il soggetto verbalizzante. L’Assemblea:\napprova il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo ed il rendiconto patrimoniale; approva il programma annuale e pluriennale di iniziative, di attività, di investimenti ed anche eventuali interventi straordinari; elegge gli organi statutari; apporta le modifiche allo statuto; delibera sull’eventuale destinazione di utili di gestione comunque denominati, nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione stessa, qualora ciò sia consentito dalla legge e dal presente Statuto delibera lo scioglimento e la liquidazione della Associazione e la devoluzione del suo patrimonio. Art. 19 - Consiglio di Amministrazione # L’Associazione è amministrata da un Consiglio di Amministrazione, composto da un minimo di tre ad un massimo di nove membri, eletti dall’assemblea tra i soci.\nArt. 20 # Il Consiglio di Amministrazione cura la conservazione del patrimonio e provvede alla gestione generale, adottando i provvedimenti che stimi necessari per il buon funzionamento dell’Associazione. Al Consiglio di Amministrazione sono pertanto attribuite le seguenti funzioni:\nla gestione dell’Associazione in ogni suo aspetto secondo gli indirizzi delineati dall’Assemblea ed in particolare il compimento di atti di amministrazione ordinaria e straordinaria in relazione agli indirizzi ricevuti; l’amministrazione ordinaria e straordinaria dei beni e dei fondi dell’Associazione; l’organizzazione e il funzionamento dei servizi; l’accettazione di nuovi soci; la predisposizione del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo. Art. 21 # Il Consiglio di Amministrazione elegge fra i propri membri il Presidente, due Vice-Presidenti, un tesoriere e di volta in volta il segretario. Particolari deleghe, stabili o temporanee, possono essere conferite dal Consiglio di Amministrazione a uno o più dei suoi membri o tra i soci ordinari e sostenitori, o a persone esterne che condividono le finalità associative, in riferimento a specifiche attività o progetti di lavoro. Il Consiglio di Amministrazione individua, nomina o incarica, tra i soci oppure tra gli esterni che condividono le finalità associative, un Responsabile Pubbliche Relazioni che avrà il compito di preparare e curare i vari contatti nazionali ed internazionali su precise indicazioni del Consiglio di Amministrazione.\nIl presidente è il legale rappresentante dell’Associazione.\nArt. 22 # I membri del Consiglio di Amministrazione durano in carica cinque anni, sono rieleggibili e decadono alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al quinto esercizio della carica. Qualora venissero a cessare per qualsiasi causa uno o più membri del Consiglio di Amministrazione, gli altri membri procedono all’integrazione del Consiglio di Amministrazione per cooptazione. I membri cooptati restano in carica fino alla successiva assemblea, che provvede alla sostituzione dei membri cessati con una durata in carica pari a quella del Consiglio di Amministrazione. Costituisce causa di decadenza dalla carica la perdita della qualità di socio e, per i membri del Consiglio di Amministrazione nominati quali rappresentanti dei soci collettivi, la perdita della qualità di socio dell’ente da loro rappresentato o la perdita della loro qualità di rappresentanti del socio collettivo in seno all’Associazione, anche a seguito di revoca dell’incarico da parte del socio collettivo rappresentato.\nArt. 23 # Il Consiglio di Amministrazione si riunisce per iniziativa del suo Presidente o a seguito di domanda sottoscritta da almeno un terzo dei suoi membri. Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente mediante avviso, contenente le indicazioni del giorno, del luogo e dell’ora della riunione e l’elenco delle materie da trattare, spedito ai membri almeno dieci giorni prima della data fissata per l’adunanza, anche a mezzo di lettera, fax e posta elettronica. Il Consiglio di Amministrazione si riunisce presso la sede sociale o in altro luogo indicato nell’avviso di convocazione in Italia o all’estero. Le riunioni del Consiglio di Amministrazione sono presiedute dal presidente del Consiglio di Amministrazione o, in caso di sua assenza o impedimento, da altro membro designato dagli intervenuti. Il presidente designa di volta in volta un segretario, anche estraneo al Consiglio di Amministrazione, che lo assiste. Delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione viene redatto verbale su apposito libro, sottoscritto dal presidente e dal segretario.\nArt. 24 # Il Consiglio di Amministrazione è regolarmente costituito con l’intervento della maggioranza dei suoi membri e delibera a maggioranza assoluta dei voti degli intervenuti. La riunione del Consiglio di Amministrazione può svolgersi anche con gli intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video collegati (o anche solo audio collegati), a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento dei soci. In tal caso, è necessario che:\nsia consentito al presidente, anche a mezzo del proprio ufficio di presidenza, di accertare inequivocabilmente l’identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell\u0026rsquo; adunanza, constatare e proclamare i risultati della votazione; sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi assembleari oggetto di verbalizzazione; sia consentito agli intervenuti di partecipare in tempo reale alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno; ove non si tratti di riunione totalitaria, vengano indicati nell’avviso di convocazione i luoghi audio/video collegati a cura della società, nei quali gli intervenuti possano affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove siano presenti il presidente e il soggetto verbalizzante. Art. 25 - Il Presidente # Al Presidente dell’Associazione spetta la rappresentanza dell’Associazione stessa di fronte ai terzi e anche in giudizio. Su deliberazione del Consiglio di Amministrazione, il Presidente può attribuire la rappresentanza dell’Associazione anche ad estranei al Consiglio stesso. Al Presidente dell’Associazione compete, sulla base delle direttive emanate dall’Assemblea e dal Consiglio di Amministrazione, al quale comunque il Presidente riferisce circa le attività compiuta, l’ordinaria amministrazione dell’Associazione; in casi eccezionali di necessità il Presidente può anche compiere atti di straordinaria amministrazione, ma in tal caso deve contestualmente convocare il Consiglio di Amministrazione per la ratifica del suo operato.\nIl Presidente convoca e presiede l’Assemblea e il Consiglio di Amministrazione.\nArt. 26 # Il Primo Vice-Presidente, e in sua assenza il Secondo Vice-Presidente, sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione ogni qualvolta questi sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni. Il solo intervento del Vice Presidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento del Presidente.\nArt. 27 - Il Tesoriere # Il Tesoriere cura la gestione della cassa dell’Associazione e ne tiene idonea contabilità e/o ne delega la tenuta, effettua le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili, predispone, dal punto di vista contabile, il bilancio consuntivo e quello preventivo, accompagnandoli da idonea relazione contabile. Ogni altro tipo di delega deve essere approvata dal Consiglio di Amministrazione.\nArt. 28 - Il Collegio dei Probiviri # Il Collegio dei Probiviri è composto di tre membri, eletti dall’assemblea, i quali nominano tra di loro il presidente del collegio.\nI membri del collegio dei probiviri durano in carica cinque anni, sono rieleggibili e decadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al quinto esercizio della carica. in caso di rinuncia o cessazione dalla carica, l’assemblea provvederà ad eleggere i membri mancanti.\nIl collegio dei probiviri ha il compito di dirimere eventuali controversie che dovessero insorgere tra i soci e l’associazione o tra gli stessi soci nello svolgimento delle attività sociali e di decidere, con decisione non appellabile, sui ricorsi presentati dai soci avverso le decisioni del consiglio di amministrazione.\nOgni controversia che dovesse insorgere tra i soci e l’associazione o tra gli stessi soci sarà devoluta al collegio dei probiviri, il quale giudicherà secondo equità e, ove possibile, conformemente ai principi ispiratori dell’associazione, seguendo le forme procedurali dallo stesso stabilite che garantiscano l’effettivo contraddittorio tra le parti ed il rapido svolgimento del procedimento.\nIl luogo ove si svolgerà il procedimento e ove dovranno essere depositati i ricorsi sarà stabilito dal presidente del collegio al momento dell’accettazione della carica.\nAi probiviri spetterà un compenso in base all’attività svolta, stabilito di volta in volta sulla scorta della natura dell’incarico e facendosi applicazione, compatibilmente alla professione svolta da ciascun membro, delle tariffe professionali. L’obbligazione di provvedere a corrispondere ai probiviri il compenso per l’attività svolta grava solidalmente su tutti i soci.\nL’assemblea, sino a quando non eleggerà tutti i membri del collegio dei probiviri, ha la facoltà di eleggere un unico proboviro, il quale avrà gli stessi poteri del presidente del collegio.\nLa carica di Proboviro è incompatibile con qualsiasi altra carica all’interno dell’Associazione.\nArt. 29 - Organo di controllo # L’Organo di controllo è composto da un Revisore dei Conti o da un Collegio di Revisori dei Conti composto da 3 a 5 membri. Il Revisore dei Conti o il Collegio dei Revisori dei Conti vengono nominati dall’Assemblea tra i soci e i non soci. In ogni caso i membri dell’organo di controllo devono essere iscritti al Registro dei Revisori Contabili istituito dal Ministero della Giustizia.\nL’incarico di Revisore dei Conti è incompatibile con la carica di Consigliere.\nL’Organo di Controllo cura la tenuta del Libro delle Adunanze dei Revisori dei Conti, partecipa di diritto alla adunanze dell’Assemblea e, senza diritto di voto, a quelle del Consiglio di Amministrazione, con facoltà di parola ma senza diritto di voto, verifica la regolare tenuta della contabilità dell’associazione e dei relativi libri, da pareri sui bilanci.\nArt. 30 - Comitato Tecnico-Scientifico # È composto da un numero di membri determinato dal Consiglio e quindi rapportato alle necessità.\nÈ presieduto dal Presidente dell’Associazione o da un suo delegato.\nDura in carica 5 anni.\nPotranno farvi parte, su nomina del Consiglio, esponenti di chiara fama e di alto profilo professionale, italiani o stranieri, anche esterni all’Associazione.\nÈ organo di supporto agli organi dell’Associazione per gli aspetti tecnici e scientifici relativi alle attività dell’Associazione.\nPuò formulare pareri al Consiglio di Amministrazione, o, se richiesto da detto organo, può essere sentito ai fini della definizione di tutto o di parte del programma di attività dell’Associazione.\nArt. 31 - Modifiche statutarie # Il presente statuto può essere modificato con decisione dell’Assemblea.\nLe variazioni allo statuto sono approvate dalla maggioranza dei soci presenti purché questi rappresentino il 50% più uno del corpo sociale.\nIl socio dissenziente alle modifiche statutarie ha il diritto di recedere dall’associazione.\nArt. 32 - Esercizio sociale # L’esercizio sociale si apre il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno.\nAlla fine di ciascun esercizio il Consiglio di Amministrazione procederà alla redazione del bilancio, che presenta per l’approvazione, unitamente al programma delle attività per il nuovo esercizio ed al bilancio preventivo delle spese, all’assemblea, da convocarsi entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio.\nIl consiglio di amministrazione invierà copia del bilancio consuntivo e del bilancio preventivo all’organo di controllo prima della loro approvazione.\nIl programma dell’attività, il bilancio e il bilancio preventivo, una volta approvati, vengono depositati presso la sede sociale e vengono inviati in copia all’organo di controllo.\nArt. 33 - Bilancio consuntivo e bilancio preventivo # Gli esercizi dell’Associazione chiudono il 31 dicembre di ogni anno.\nPer ogni esercizio è predisposto un bilancio preventivo e un bilancio consuntivo.\nEntro il 28 febbraio di ciascun anno il Consiglio Direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente e del bilancio preventivo dell’esercizio successivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.\nI bilanci devono restare depositati presso la sede dell’Associazione nei quindici giorni che precedono l’Assemblea convocata per la loro approvazione a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla lettura.\nArt. 34 - Scioglimento # L’Associazione, che ha da statuto durata illimitata, può essere sciolta dall’assemblea generale con la maggioranza di almeno due terzi dei soci.\nIn caso di scioglimento dell’Associazione l’assemblea nominerà uno o più liquidatori che provvederanno alla liquidazione del patrimonio secondo le misure di legge.\nNel caso di impossibilità di regolare costituzione dell’assemblea ciascuno dei membri del Consiglio di Amministrazione potrà chiedere alle autorità competenti la nomina del o dei liquidatori.\nQuanto residuerà, esaurita la liquidazione, verrà devoluto ad altra Associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità sociale scelta dai liquidatori in base alle indicazioni fornite dall’assemblea e sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della L. 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.\nArt. 35 # Per tutto quanto non previsto nel presente statuto si osservano le disposizioni di legge in materia.\n","externalUrl":null,"permalink":"/documenti/statuto/","section":"Documenti","summary":"Statuto # Art. 1 # Ai sensi degli artt. 36-37-38 del Codice Civile e del D. Lgs. /97 e successivi, è costituita con sede in Brescia, via Privata De Vitalis n. 11, un’Associazione denominata Equatore - ONLUS.\nIn qualsivoglia logo, simbolo distintivo sarà sempre indicato l’acronimo Onlus.\n","title":"Documenti","type":"documenti"},{"content":"","externalUrl":null,"permalink":"/tags/","section":"Tags","summary":"","title":"Tags","type":"tags"}]